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L’olio extravergine di oliva è
un prodotto intimamente legato all’oliva
da cui proviene, non subisce infatti nessuna
elaborazione o trasformazione: l’estrazione
viene eseguita solamente con procedimenti meccanici
di triturazione, spremitura e separazione finalizzati
a scindere la parte grassa (olio) da quella
acquosa (acque di vegetazione) e dai residui
vegetali (sanse).
La qualità dell’olio naturalmente
presente nelle cellule delle olive è
quindi strettamente connessa a una serie di
fattori che spesso interagiscono tra loro: le
varietà vegetali delle piante, le condizioni
ambientali e climatiche, le caratteristiche
e le lavorazioni del terreno, le pratiche agronomiche
di coltivazione, i metodi e le modalità
di estrazione, le condizioni di conservazione.
I conoscitori e gli amatori sanno che l'olio
d'oliva può avere diverse caratteristiche
organolettiche: può essere fruttato o
speziato, dolce o amaro, forte o delicato; il
suo gusto infatti è fortemente determinato
da diversi fattori naturali. Come il vino quindi
può essere molto differente a seconda
del sole, la qualità e il momento della
raccolta, il clima, ecc…
Per ottenere un extravergine d’oliva di buona
qualità, l’abilità del produttore
sta nel riuscire a mantenere le olive sane e al riparo
da attacchi parassitari fino al momento della raccolta,
che dovrà essere effettuata nel massimo rispetto
dell’integrità dei frutti. Va ricordato
che quanto più si anticipa la raccolta, tanto
più si otterrà un olio fruttato intenso,
che tende maggiormente al verde e con sensazioni di
piccante e amaro; se si ritarda troppo la raccolta,
invece, si rischia di incorrere in un numero di perossidi
troppo alto e in un livello di acidità superiore
a quanto stabilito nel Disciplinare di produzione.
In generale, gli oli migliori si ottengono da olive
raccolte nei mesi di gennaio, febbraio e marzo.
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