|
Riferimenti
storici: L’opinione più
diffusa fra gli storici è che l’ormeasco
sia una clone del Dolcetto; esiste però
una teoria particolarmente interessante secondo
la quale il dolcetto ormeasco ha avuto origine
da varietà importate dai saraceni, provenienti
dall’Asia minore. Il vitigno è stato
impiantato a partire dal XIV secolo nella zona
di Ormea, per decreto dei Marchesi di Clavesana.
Zona di produzione:
L’ormeasco è un vitigno coltivato
esclusivamente nella provincia di Imperia; la
sua coltivazione è diffusa nei territori
dei comuni di Pornassio, Pieve di Teco e in tutta
l’alta e media valle Arroscia. In modo più
limitato viene coltivato anche nell’alta
valle Argentina.
Caratteristiche
organolettiche: Colore rosso rubino
vivo; odore discretamente persistente, vinoso
e caratteristico; sapore asciutto, gradevole,
di medio corpo e con una vena amarognola.
Requisiti necessari
per la denominazione Doc: Il vino
Doc può essere ottenuto da uva della varietà
ormeasco o dolcetto per il 95%, mentre per il
restante 5% è autorizzato il ricorso a
uve a bacca rossa raccomandate per la Provincia
di Imperia. Sono previste le tipologie ‘superiore’,
‘passito’, passito liquoroso’,
‘sciae-trà’.
Abbinamenti principali:
Nella fase giovanile è un vino da tutto pasto;
in piena maturazione è consigliato per gli arrosti
e i formaggi stagionati. Quanto alla cucina tradizionale
ligure, l’Ormeasco si abbina in modo egregio con
tutti i piatti della gastronomia dell’entroterra
e in modo particolare con le carni rosse e i formaggi
d’alpe a media e lunga stagionatura. Viene servito
ad una temperatura di 16°-17° C se giovane,
18°-19° C se superiore.
|